Cosa ho imparato che influenzerà il mio 2018

di Flaminia Fazi

Dimensionare il “sogno”

E’ pratica diffusa tra i coach ed i motivatori ricordare alle persone quanto sia importante “sognare in grande” per poter realizzare i propri desideri.

E’ un buon consiglio per tutti coloro che non osano neanche sognare, o per coloro che sognano troppo in piccolo. E’ assolutamente vero che se la tua mente riesce ad immaginare qualcosa allora quel qualcosa una volta concepito diventa un progetto anche per l’Universo e le tue azioni e pensieri magicamente ne vengono influenzati a tal punto che ti ritrovi ad averla realizzata.

Pertanto sognare in grande è importante. Allo stesso tempo, nell’era del narcisismo, sognare troppo in grande può confondere le menti delle persone e portare alla mistificazione , creando una vita parallela irreale fintanto che la cruda realtà non ti da uno schiaffo in faccia ed il castello costruito si dissolve lasciando tutti i coinvolti in qualche modo nell’illusione finire in un mare di problemi. Nel 2017 ho visto fin troppe persone perdersi in queste danze illusorie con il destino, che sono davvero contenta di aver sviluppato da tanto tempo la buona pratica di fare dei controlli di realtà ogni tanto così da riorganizzare la mia vision su una dimensione realistica e aggiornata.

Nel 2018 compirò un passaggio professionale importante ed avrò l’onore di acquisire un’azienda partner che ha una portata internazionale, così che sono nuovamente in una intensa fase di creazione di visione consapevole che la ricetta per il successo sta in quanto capace sarò di dimensionare il mio sogno per realizzarlo insieme con i miei team.

Io lo faccio spesso, così suggerisco anche a voi di utilizzare la strategia di creatività di Disney quando lavorate per realizzare un vostro sogno, e cosa più importante di tutte celebrate ogni piccolo o grande sogno realizzato per rafforzarre il vostro sistema e raccogliere le energie necessarie per realizzare il successivo.

Continuare ad imparare, su tutti i livelli

Come pioniera del coaching, attraverso gli anni ho visto diversi colleghi coach imbarcarsi nel viaggio di trasformazione in “guru”, ed io sono sempre stata piuttosto riluttante a pensare ad un simile percorso possibile per me stessa.

Tuttavia, anche senza volerlo o essere consapevole che qualcosa di simile stesse accadendo professionalmente anche me mentre ero impegnata a vivere e a lavorare per coinvolgere e servire i miei clienti, in quasi 20 anni di attività sono divenuta piuttosto conosciuta nel mio mercato di riferimento. Durante il 2017 ho ricevuto diversi messaggi da clienti, colleghi o altre persone del mondo aziendale, che persino non conoscevo direttamente, che mi hanno rimandato come feedback che ero una professionista ben conosciuta.

Questo ha sorpreso quella parte di me sempre focalizzata sull’apprendimento, sul divenire, generare, avviare nuovi progetti, dare un servizio agli altri, ma onestamente mi sono anche sentita soddisfatta per tutto quello che ho fatto per costruire una buona reputazione per la mia azienda, U2COACH, che ha portato buoni risultati, considerate tutte le energie e la visione che ci abbiamo investito con il mio team ogni anno sin dalla fondazione a fine 1999.

Tuttavia, preferisco il ruolo dell’Apprendista, anche se significa sentirmi sempre in modalità start-up, anche se significa che qualche volta dimentico di celebrare quanto che ho già realizzato. Il mondo sta vivendo continui significativi cambiamenti e l’approccio mentale dell’Apprendista mantiene sempre attivata la curiosità e la resilienza, che aiutano a riorganizzarsi ad ogni cambiamento di paradigma che incontro e generano nuove visioni per il futuro integrando la complessità che si rivela.

La domanda che mi pongo di continuo è: se oggi dovessi cominciare da zero che cosa dovrei fare per ottenere i risultati che io voglio per il mio futuro in questo mondo?

Ascoltare il corpo

Nata Italiana in una famiglia che aveva forti tradizioni di cucina e di alimentazione ci ho messo tanto tempo per arrivare a sentire chiari i messaggi provenienti dal mio corpo. Noi siamo quello che trasformiamo, e non c’è modo di riuscire a comprendere come davvero funzioniamo e quello che veramente è buono per noi se i nostri recettori sono troppo confusi da qualsiasi cosa di troppo li stimoli: può essere troppo zucchero, può essere troppo grasso (che in fine si trasforma in zucchero), troppo sesso, troppo lavoro o troppa adrenalina o cortisolo. Un intestino ben funzionante ed in salute promuove anche buoni pensieri e guida le azioni in un modo completamente differente. Una respirazione ben bilanciata mantiene il cuore in buona salute e ci fa vivere più a lungo se coltiviamo anche amore e buone relazioni allo stesso tempo. Il corpo non ama gli eccessi piuttosto ama la regolarità ed il ritmo. Portatevi la vostra attenzione, ed in caso siate troppo regolari allora insegnate al vostro corpo a gestire il cambiamento e giocate un po’ con la irregolarità.

Ho fatto già un lavoro grandioso considerato quando 10 anni fa ho iniziato ad essere seguita da una brava omeopata incontrandola 6 volte l’anno, e tuttavia sono ancora nel mio percorso verso il raggiungimento di un maggior equilibrio e un corpo più sano. Sto per compiere 53 anni e sento che il mio corpo ha bisogno di una rinnovata attenzione per mantenere un buono standard di efficacia e una buona salute generale.

Senza l’assistenza del nostro corpo, non si può realizzare una buona qualità di vita e neanche i progetti professionali, perché il corpo ci fermerà ogni tanto e ci farà mancare qualche obiettivo, così come potremmo venire influenzati da una ridotta capacità di pensiero e di concentrazione. Come ho sperimentato direttamente quando a fine 2015 mi sono fratturata una vertebra, quando il corpo si ferma anche la mente rallenta e si finisce per deprimersi, venendo trascinati in una spirale negativa. La mia forte attitudine alla resilienza mi ha aiutata ad uscire rapidamente dal buco ma è stata una vera lezione di vita che ho potuto apprezzare meglio grazie a quello che conosco delle neuroscienze che anche insegno su come funziona il nostro intero sistema.

Quindi, trovate la vostra via naturale alla salute: ogni tipologia corporea ha i propri bisogni e ritmi ed ogni età ha la sua bellezza. Rivolgetevi ad un medico che applica le scoperte più aggiornate sul metabolismo e la salute, da non confondere con l’assenza di malattia ma da intendersi come vibrante vitalità, ed iniziate ad apprendere come funzionate e cosa vi fa davvero bene attraverso la pratica e l’osservazione. Richiede del tempo ma i risultati sono di valore inestimabile.

Il mio 2018 sarà l’anno in cui inserirò una piccola pratica fisica quotidiana nella mia vita, e sono elettrizzata dall’idea di vedere quali saranno i risultati nel lungo periodo sul mio corpo e sulla mia vita più in generale.

Auguro a voi tutti, così come auguro a me stessa, di dimensionare correttamente i vostri sogni, di continuare ad apprendere e ad ascoltare il vostro corpo, e la Bellezza, la Salute e la Luce possano informare il vostro Gioioso 2018!

Vostra, Flaminia

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